{"id":73,"date":"2014-05-06T19:06:18","date_gmt":"2014-05-06T17:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/dev.zelkova.it\/?p=73"},"modified":"2020-01-15T22:57:41","modified_gmt":"2020-01-15T21:57:41","slug":"lassurdo-comico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/zelkova.it\/?p=73","title":{"rendered":"L&#8217;assurdo comico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"ff1 cf0 fs24\" style=\"color: #000000;\"><span class=\"ff1 cf0 fs24\">&#8220;L\u2019ASSURDO COMICO&#8221;<\/span><span class=\"fs22 ff1 cf0\">\u00a0<\/span><span class=\"fs24 ff1 cf0\">\u00e8 uno spettacolo comico-<wbr \/>brillante, liberamente tratto dal Teatro dell&#8217;Assurdo.\u00a0Osservando la realt\u00e0 che ci circonda, non \u00e8 difficile scorgere come molti nostri comportamenti che l\u2019hanno determinata, compreso il linguaggio, sono assurdi, vaghi ed ambigui. Le nostre parole ormai svuotate di connotati semantici precisi, nascondono invece che rivelare; assurde sono le relazioni interpersonali disintegrate da un\u2019illogica e irrazionale idea di libert\u00e0, contraria al senso comune.<\/span><\/span><span class=\"fs24 ff1 cf0\" style=\"color: #000000;\"><br \/>\nQuesti comportamenti oltre ad essere visti sotto l\u2019aspetto tragico che ne comporta e che tutti i giorni ci sono presentati dai media, conservano, nella loro tragicit\u00e0, uno strano meccanismo dall&#8217;effetto comico che solo nella forma teatrale poteva essere raccontato e diventare una categoria interpretativa di un modo di vivere contemporaneo. La pi\u00e8ce teatrale si compone di quattro quadri.<\/span><!--more--><\/p>\n<p style=\"color: #333333; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"line-height: 1.5em;\"><a id=\"Centocinquanta\" href=\"#TopAssurdo\"><\/a><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">&#8220;CENTOCINQUANTA&#8221;<\/span>\u00a0<\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">La scena si svolge nella casa di Tito e sua moglie Cecilia, una coppia benestante ma con un rapporto alquanto conflittuale. Sul punto di uscire per recarsi ad una festa in casa di una nobile famiglia del vicinato, la moglie sente il\u00a0marito canticchiare &#8220;<\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><i style=\"line-height: 1.5em;\">cinquecento, la gallina canta&#8230;<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">&#8221; e ci\u00f2 \u00e8 sufficiente a scatenare l&#8217;ennesimo litigio: lei sostiene che si debba dire\u00a0<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">centosessanta<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, non foss&#8217;altro che per mantenere la rima. Ma il marito, infischiandosene della rima (&#8220;<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">Grazie al cielo, non sono un poeta. E se anche lo fossi farei versi sciolti per non darti soddisfazione<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">&#8220;), non intende cedere minimamente. Sentito invano un terzo parere (il maggiordomo, che propende per\u00a0<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">centosettanta<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">), la faccenda finisce addirittura nelle mani dei rispettivi avvocati, ma anche fra di loro ogni tentativo di mediazione risulta impossibile. Nella discussione, sempre pi\u00f9 accesa e caotica, vengono coinvolti anche la cameriera (<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">centoquaranta<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">), il cuoco francese (<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">cent quatre-vingt-dix<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, centonovanta) e perfino gli stessi vicini di casa, il conte e la contessa: lui propende per\u00a0<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">centottanta<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, mentre lei, anche per via di un curioso accento che le fa pronunciare la\u00a0<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">e<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u00a0al posto della\u00a0<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">a<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">, sostiene convinta che &#8220;<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">\u00e8 tanto chiero, centotrenta<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">&#8220;, sempre per questioni di rima.\u00a0<\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\">Per dirimere la contesa sar\u00e0 necessario l&#8217;intervento dell&#8217;ospite d&#8217;onore della festa, il celeberrimo tenore Palewski (&#8220;<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che il pi\u00f9 grande tenore vivente&#8230; Conosce e canta tutte le opere, tutte le romanze e tutte le canzoni<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">&#8220;) il quale, non senza aver tenuto a lungo tutti i presenti sulle spine, finalmente risolver\u00e0 il dilemma cantando a squarciagola quello che il pubblico attendeva da tempo (<\/span><i style=\"line-height: 1.5em;\">centocinquanta, la gallina canta&#8230;<\/i><span style=\"line-height: 1.5em;\">), salutato da un applauso liberatorio da parte di tutti i contendenti.<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"color: #333333; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a id=\"PoveroPiero\" href=\"#TopAssurdo\"><\/a><strong><span style=\"font-size: 18pt;\">&#8220;VISITA DI CONDOGLIANZE&#8221;<\/span>\u00a0<\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\">La scena rappresenta un salotto durante una visita di condoglianze con al centro un divano sul quale \u00e8 seduta la signora Teresa, padrona di casa e vedova da qualche giorno di Piero; alla sua destre siede la signora Ridabella sua amica in visita. I loro visi sono di pura circostanza tristi e mesti e sinceramente addolorati. Teresa, naturalmente veste a lutto e gli occhi sono gonfi e rossi dal pianto e ad ogni nuovo arrivo si effonder\u00e0 in nuove e silenziose lacrime. La cameriera accompagna al cospetto della vedova i nuovi giunti fra cui i coniugi Pelaez. Alla loro vista, Teresa comincia a piangere; s&#8217;alza e va loro incontro abbracciandosi lungamente con la signora Pelaez, mentre con il marito una \u00a0cordiale stretta di mano. Dall&#8217;aspetto monotono e piatto questo quadro \u00e8 forse il pi\u00f9 dinamico nella sua staticit\u00e0. Irriverente ma calibrato nei modi sapr\u00e0 far ridere e pensare allo stesso tempo di come i malintesi possano distrarre il dolore di una persona sviando l&#8217;attenzione su altri pi\u00f9 futili e vane ragioni di vita.<\/span><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>&#8220;FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA&#8221;<\/strong>.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><a id=\"Napoli2\" href=\"#TopAssurdo\"><\/a><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>&#8220;LA MUSICA DEI CIECHI&#8221;<\/strong>\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 12pt;\">In lontananza si ode una musica leggiadra suonata da una flebile orchestrina, il valzer lento dell&#8217;operetta \u00abIl conte\u00a0di Lussemburgo\u00bb di Franz Lehar. Poco dopo da un angolo del borgo\u00a0Marinari, nel rione di Santa Lucia, inondato dalla luce calda di quel tramonto estivo napoletano, mentre i\u00a0suonatori, ciechi, raccolti nell&#8217;esecuzione del brano, che eseguono con molta accuratezza ed\u00a0affiatamento interpretativo, sono in fila, l&#8217;uno accanto all&#8217;altro, a ridosso del parapetto, che s&#8217;affaccia\u00a0sul mare del Castel dell&#8217;Ovo. Al secolo si fanno chiamare: Ferdinando, il contrabbassista; Don Antonio, il\u00a0mandolinista; Don Lorenzo, il clarinista; Don Vincenzino, il violinista e Gennarino, il chitarrista.\u00a0Ferdinando, ognuno\u00a0in piedi accanto al proprio strumento suonano con grande trasporto.\u00a0La compunta figura di Ferdinando, distinta, signorile, lascia trapelare ancor pi\u00f9 la sua grande\u00a0miseria dignitosa; veste una specie di \u00abtight\u00bb liso e consunto e sul capo porta un&#8217;autentica \u00ablobbia\u00bb\u00a0nera. Don Antonio \u00e8 un omone pletorico, vestito miseramente e con disordine; Don Lorenzo \u00e8 un\u00a0vecchietto segaligno e porta un paio d&#8217;occhiali neri, mentre Don Vincenzino \u00e8 un rigido spilungone\u00a0in paglietta e con cravatta nera \u00abLa Valli\u00e8re\u00bb e Gennarino \u00e8 un povero giovane emaciato, infantile,\u00a0dalla figura sbilenca. Tranne Ferdinando e Don Vincenzino, i suonatori son seduti su piccoli\u00a0sediolini pieghevoli. Don Alfonso, il panciuto e volgare accompagnatore del concertino, cieco\u00a0anche lui di un occhio, va questuando l&#8217;obolo ai radi passanti, facendo tintinnare a guisa di richiamo\u00a0i pochi soldini nel suo piattello di latta.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019ASSURDO COMICO&#8221;\u00a0\u00e8 uno spettacolo comico-brillante, liberamente tratto dal Teatro dell&#8217;Assurdo.\u00a0Osservando la realt\u00e0 che ci circonda, non \u00e8 difficile scorgere come molti nostri comportamenti che l\u2019hanno determinata, compreso il linguaggio, sono assurdi, vaghi ed ambigui. 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